Reggio ha scelto gli sport Usa: basket, baseball, football (quello americano però) e ha uno stadio di calcio valorizzato più da attività commerciali che dal pubblico: Modena vince col calcio, per la terza volta ospita la nazionale al Braglia, e si diverte anche col volley (uomini e donne) e con Cecilia Camellini che, come Gregorio Paltrinieri, Reggio ha avuto il merito (sincero) di portare nelle sue società. Altri ricordi negativi per la nazionale italiana sono legati alle due rappresentative coreane: la Corea del Nord sconfisse clamorosamente gli Azzurri per 1-0 al campionato del mondo 1966 causandone l’eliminazione al primo turno (partita nella quale l’Italia giocò per circa un’ora con un uomo in meno per l’infortunio occorso a Giacomo Bulgarelli), mentre la Corea del Sud padrona di casa estromise l’Italia al golden goal agli ottavi di finale del campionato del mondo 2002, in una partita segnata dal contestato arbitraggio di Byron Moreno. Dev’essere dura per i cugini d’oltre Secchia accettare di vedere che dall’altra parte del fiume ci sono due squadre in serie B, Modena e Sassuolo, una in Prima Divisione, il Carpi, e tre formazioni in serie D sparse per la provincia modenese. Ma restiamo alla Regia: 13 anni di astinenza dal calcio che conta cominciano a farsi sentire e prendere due pere dal Carpi, senza vedere palla, come ammette Zauli, non è facile da accettare.
Forse in quegli anni il tennis paga il fatto di essere ancora considerato come uno sport borghese ed elitario; due anni dopo, non a caso, nessuno si sogna di boicottare i Mondiali di calcio in Argentina, dove i militari compiono, se possibile, crimini ancora più efferati di quelli cileni. In ballo, però, non c’è soltanto l’insalatiera d’argento perché nulla di quello che avviene in Cile in quegli anni può essere circoscritto in un ambito semplicemente sportivo. Concludo, Presidente, dicendo che, pur dispiaciuto del parere che è stato dato dal relatore e dal Governo, insisto perché si faccia una riflessione seria su questa proposta e mi auguro che in ogni caso, laddove questo non sia possibile, quanto prima la proposta di legge che ho sottoscritto su questo medesimo argomento venga calendarizzata dalle Commissioni competenti perché credo che non si Pag. La partita non ha storia perché la squadra azzurra è troppo più forte; Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli compiono così un’impresa che ancora deve essere eguagliata. Lei deve essere rispettoso delle persone che siedono qui dentro. Il problema si risolverebbe facilmente se solo si desse retta al mio progetto di annessione del Comune di Ancona alla Confederazione Elvetica: il mare ce lo metteremmo noi, poi gli svizzeri sono così bravi che il petrolio lo troverebbero loro al largo delle nostre coste.
E’ stata dura: eravamo dietro, abbiamo dovuto rimontare, ma abbiamo vinto scontri diretti importanti, fino a prendere il largo. L’Italia è avanti 2-0 contro il Cile dopo aver vinto i due singolari del giorno precedente; un piccolo punto separa gli azzurri dal trionfo finale. Altri cambiamenti nella maglia avvennero durante la stagione 1966-1967, dove il Foggia presentò ancora due varianti della prima maglia. Ceduto nel corso del calciomercato estivo, a stagione iniziata. Nella stagione 2011/12 i biancocelesti si classificano al quarto posto in classifica e si qualificano ai play-off dell’Europa League, mentre nella stagione successiva, agli ordini del nuovo tecnico Vladimir Petkovic, conquistano la Coppa Italia, con una rete di Senad Lulic, nella storica finale disputata il 26 maggio 2013 contro la Roma. Ci sono solo due cose che mancano agli svizzeri: il mare e il petrolio. Questa condizione morbosa colpisce le donne con frequenza doppia rispetto agli uomini. Se necessario, poi, filtra gli articoli proposti avvalendoti delle opzioni e dei menu presenti sulla parte sinistra della pagina: puoi fare ciò in base alla condizione dell’articolo, al prezzo, al formato d’acquisto, alla provenienza, e così via.
Caro Beppe, si avvicinano i Mondiali, per la prima volta in vita mia senza l’Italia, e io una Nazionale alternativa per cui fare il tifo ce l’ho. Che rimpianto non avere più avere a che fare con la Reggiana che giocava al Mirabello, che era un po’ il suo Cabassi. Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un’attitudine anche all’incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. I bianconeri giocano bene ma è sempre molto difficile contro quei tedeschi. Se la stampa se ne accorse e non lo scrisse è molto grave, se non lo capì è stato anche peggio”. Su quella vittoria avremmo potuto costruire un movimento tennistico duraturo ma purtroppo non è stato così. Il 3 ottobre firma la vittoria in Champions Legaue contro il Liverpool al San Paolo, con un gol all’89. Però il fascino di quella vittoria resta inalterato e, ripeto, non è stata celebrata abbastanza. I salami però attualmente siamo noi reggiani. Romagnoli, per quanto acerbo (sebbene l’anagrafe sia un ufficio snobbato dal talento), ha la personalità di chi sa leggere le situazioni difensive: quella che ingaggia con gli attaccanti, che controlla sempre dalle spalle, faccia alla porta avversaria, è una sfida di psiche prima che di muscoli; di scelta minuziosa del tempo d’intervento, di chirurgia nel tocco che manda fuori fase la punta, di anticipi secchi.